Il mago del Cremlino, di Olivier Essayas, 2025

film Il mago del Cremlino (titolo originale: Le Mage du Kremlin), diretto da Olivier Assayas.

Il film è l’adattamento cinematografico del pluripremiato romanzo di Giuliano da Empoli, diventato un caso editoriale internazionale per la sua analisi lucida del potere russo.


  • Titolo Originale: Le Mage du Kremlin (titolo intl: The Wizard of the Kremlin)
  • Regia: Olivier Assayas
  • Sceneggiatura: Olivier Assayas e Emmanuel Carrère (basata sul romanzo di Giuliano da Empoli)
  • Anno: 2025 (presentato in concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia)
  • Uscita in Italia: 12 febbraio 2026 (distribuito da 01 Distribution)
  • Durata: 156 minuti
  • Genere: Thriller politico, Drammatico
  • Paese: Francia, Regno Unito, USA

Cast

  • Paul Dano: Vadim Baranov (lo “spin doctor” ispirato a Vladislav Surkov)
  • Jude Law: Vladimir Putin
  • Alicia Vikander: Ksenia
  • Jeffrey Wright: Rowland (un giornalista/intellettuale americano)
  • Tom Sturridge: Dmitrij Sidorov
  • Will Keen: Boris Berezovskij

La storia segue l’ascesa di Vadim Baranov, un ex produttore di reality show e artista d’avanguardia che, nel caos della Russia post-sovietica degli anni ’90, diventa il consigliere più fidato di un oscuro agente del KGB destinato a diventare “lo Zar”: Vladimir Putin.

Baranov è l’architetto del sistema di potere russo moderno, colui che trasforma la politica in una messa in scena continua, manipolando l’opinione pubblica attraverso la “democrazia sovrana” e il controllo dei media. Il film esplora il cuore oscuro del Cremlino, dove la verità e la menzogna si fondono, fino al momento in cui Baranov decide di ritirarsi a vita privata, scomparendo nel mistero per poi riemergere e raccontare la sua verità.

Note di Produzione

  • Collaborazione d’eccellenza: La sceneggiatura vede la firma di Emmanuel Carrère, celebre scrittore francese, che condivide con Assayas e l’autore del libro un profondo interesse per le dinamiche del potere e la storia russa.
  • Approccio: Il film non è solo una biografia politica, ma un’analisi filosofica e teatrale della “teatocrazia” russa, girata prevalentemente in lingua inglese.

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