I film liberano la testa 2016/2017 | Cineclub Libreria del cinema di COMO

I FILM LIBERANO LA TESTA – 2016/2017
E’ disponibile il programma della seconda edizione della rassegna organizzata dal Cineclub Libreria del Cinema, in collaborazione con TeatroGruppo Popolare e Oltre Lo Sguardo.
Si parte il 7 ottobre con “Taxi Teheran” del grande Panahi, un inno alla libertà di pensiero e di espressione artistica; e si chiude il 17 marzo con “Il gabinetto del dottor Caligari” nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna.
Buona visione!
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Un padre, una figlia (Romania / Francia / Belgio, 2016, 128 minuti) di Cristian Mungiu con Adrian Titieni,Maria – Victoria Dragus, Lia Bugnar, Malina Manovici e Vlad Ivanov

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Un padre, una figlia
(Romania / Francia / Belgio, 2016, 128 minuti) di Cristian Mungiu con Adrian Titieni,Maria – Victoria Dragus, Lia Bugnar, Malina Manovici e Vlad Ivanov
Romeo Aldea è medico d’ospedale una cittadina della Romania. Per sua figlia Eliza, che adora, farebbe qualsiasi cosa. Per lei, per non ferirla, lui e la moglie sono rimasti insieme per anni, senza quasi parlarsi. Ora Eliza è a un passo dal diploma e dallo spiccare il volo verso un’università inglese. È un’alunna modello, dovrebbe passare gli esami senza problemi e ottenere la media che le serve, ma, la mattina prima degli scritti, viene aggredita brutalmente nei pressi della scuola e rimane profondamente scossa. Perché non perda l’opportunità della vita, Romeo rimette in discussione i suoi principi e tutto quello che ha insegnato alla figlia, e domanda una raccomandazione, offrendo a sua volta un favore professionale.
http://www.cinecircolo.it/

 

Trailer 

Il sogno di Romeo

Eliza non è più vergine

Scambio di favori

Il vicesindaco


I dieci film esteticamente più belli della storia del cinema – Il Post

CineFix è un gruppo di filmmaker, sceneggiatori, registi e animatori. Nel loro ultimo video spiegano quali sono, secondo loro, i dieci film esteticamente più belli della storia del cinema, dall’unico lunghissimo piano sequenza di Arca Russa al bianco e nero di Manhattan, analizzando qualche dettaglio della regia e della cura fotografica, e citando gli altri film degni di nota dal punto di vista della bellezza, che però non sono riusciti a entrare in classifica. Le motivazioni delle scelte sono spiegate all’interno del video. Una versione in breve si trova nelle informazioni che accompagnano il video nella sua pagina YouTube.

Sorgente: I dieci film esteticamente più belli della storia del cinema – Il Post


Ferzan Ozpetek, MINE VAGANTI, con Riccardo Scamarcio, Ennio Fantastichini, Alessandro Preziosi, Ilaria Occhini, Carolina Crescentini, Nicole Grimaudo, Elena Sofia Ricci

 

La mediocre tranquillità altoborghese della famiglia Cantone, proprietaria da decenni di un pastificio salentino, viene irrimediabilmente stravolta dal coming out del primogenito Antonio (Alessandro Preziosi). Cacciato di casa e dall’azienda, sarà in qualche modo “rimpiazzato” dal minore Tommaso (Riccardo Scamarcio), tornato da Roma con l’intenzione di dichiarare finalmente la propria omosessualità e le aspirazioni letterarie. Per non compromettere ulteriormente la situazione, soprattutto in seguito al collasso subito dal padre (Ennio Fantastichini), Tommaso continuerà a fingere. Solamente la nonna (Ilaria Occhini), che da una vita custodisce il ricordo di un amore impossibile, saprà consigliare al nipote “di non farsi mai dire dagli altri chi deve amare” e di sbagliare per conto proprio.

da http://www.cinematografo.it/recensioni/mine-vaganti/


MOMMY di Xavier Dolan, 2014 – da Cinematografo

biografia di Xavier Dolan: https://www.wikiwand.com/it/Xavier_Dolan#/overview

Diane “Die” Després, un’esuberante giovane vedova, madre di Steve, un turbolento quindicenne affetto dalla sindrome da deficit di attenzione, decide di ritirare il ragazzo dall’istituto cui è stato affidato e di prendere la sua custodia a tempo pieno. Tra scontri e discussioni, la loro convivenza è tutt’altro che semplice, così come far quadrare i conti visto che “Die” ha perso il lavoro. A portare equilibrio tra madre e figlio c’è Kyla, una nuova vicina di casa che si è presa un anno sabbatico dall’insegnamento, e che si rivelerà un inaspettato sostegno per affrontare e superare le crisi e le problematiche di Steve, aiutando Die a mantenere viva la speranza.

Sorgente: Mommy – Cinematografo


Un padre in prestito (1994), Second Best USA/Gran Bretagna, di Chris Menges. Con William Hurt, Jane Harrocks, Chris Clearly Miles

Graham Holt ha passato i quaranta, non ha mai avuto una donna sua e nemmeno il vecchio padre occupa il suo cuore più di tanto. James di anni ne ha circa una dozzina, è orfano di madre e stravede per il genitore (che sta in galera). Graham chiede di poter adottare James e, intanto, ne ottiene l’affidamento. Ma James ha un temperamento per niente facile e andarci d’accordo è un arduo problema… Una vicenda nutrita di convincente e commovente sensibilità che non cade mai nel patetico strappalacrime. Un William Hurt strepitoso per intensità magistralmente contenuta, un ambiente reso con puntuale precisione a far da esatta cornice alla vicenda.

Sorgente: Un padre in prestito (1994) | FilmTV.it

Tra Graham e James nasce un incontro-scontro creando dinamiche psicologiche complesse, che sfociano talora nello screzio anche aspro, talora nello slancio affettuoso, dato l’estremo bisogno di amore di entrambi. Durante un week-end in campeggio, Graham ricorda la delusione atroce di scoprire che la più bella settimana della sua vita, solo col padre al mare, è stata per costui un fastidio: James, commosso, diventa affettuoso. Poi lo zio materno di Graham, Turpin, gli rivela che il presunto genitore era sterile e che lui è stato adottato. Frattanto il padre di Graham, aggravatosi, viene ricoverato: a lui James regala due oggetti sottratti alla casa del bisnonno materno, dove Graham lo ha portato in visita. Improvvisamente appare il padre di James, malato di Aids: Graham decide di ospitarlo affinchè il ragazzo affronti la nuova situazione. James scappa di notte nella foresta e si scava una buca dove rivive il terribile trauma del suicidio della madre: Graham, disperato, lo trova e dorme con lui nella foresta. Al mattino gli dichiara di volere un vero rapporto come padre e figlio e non di essere una controfigura ed il ragazzo lo accetta come nuovo padre.


L’ARTE DEL SOGNO di Michel Gondry, 2007

« Sono qui che voglio stare chiuso nel mio cervello e voi fuori continuate a bussare » (Stéphane – Gael Garcìa Bernal). Questa battuta del protagonista è la sintesi di “L’arte del sogno”, un film onirico, delicato, fantasmagorico e surreale del 2007 per la regia di Michel Gondryinterpretato da Gael Garcìa Bernal (Stéphane), Charlotte Gainsbourg (Stéphanie), Alain Chabat (Guy) e Miou-Miou (Christine Miroux).

Stéphane è un giovane creativo che confonde sogno e realtà. In seguito alla morte del padre in Messico, torna a Parigi dalla madre dove trova un impiego come illustratore di calendari promozionali per una piccola impresa. La sua vicina di casa è l’intrigante Stéphanie, che si diletta per hobby nel cucire giocattoli di pezza. Stéphane si invaghisce di lei senza essere corrisposto nella realtà, però nel sogno vive con lei una relazione d’amore perfetta. Di notte la corteggia, di giorno le costruisce pupazzi e giocattoli improbabili, ma sogno e realtà non coincidono.

Un film giocato sulla psiche dell’uomo e della donna, sull’amore non corrisposto e sull’elemento onirico che attutisce i duri colpi della realta:

Sorgente: Come vedere in streaming “L’arte del sogno” | L43 Guide