L’articolo di Aldo Cazzullo a Paolo Sorrentino, pubblicato sul Corriere della Sera il 14 gennaio 2026, discute il nuovo film del regista “La Grazia”, in uscita nei cinema.[corriere]
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Sorrentino descrive il protagonista Mariano De Santis, presidente della Repubblica interpretato da Toni Servillo, come una figura in bilico tra verità e dubbio, ispirata a presidenti reali come Mattarella, Scalfaro e Napolitano, ma non limitata a loro.
Il film, ambientato negli ultimi mesi del mandato presidenziale, esplora dilemmi come la concessione della grazia e la firma su una legge sull’eutanasia, enfatizzando un approccio responsabile e ponderato alla politica, oggi fuori moda.[corriere]
Temi chiave
- Verità e grazia: Sorrentino distingue la “verità dei fatti” da quella sfumata nelle decisioni umane, come la grazia per omicidi in circostanze complesse; nel film, il presidente la nega per mancanza di credibilità.
- Politica e leader: Evoca Draghi come mani sicure per l’Italia, critica l’incoscienza diffusa e l’eccessiva simpatia in politica, preferendo responsabilità a decisionismo affrettato.
- Dilemmi personali: Il presidente è ossessionato dal possibile tradimento della moglie defunta e riflette su eutanasia, fine vita e pregiudizi umani.
Estratti significativi
- “La grazia è la bellezza del dubbio”, frase detta dal Papa al protagonista.
- Sul futuro politico: dubbi su leader attuali, elogio della burocrazia come antidoto a errori impulsivi.
- Preferenze culturali di Sorrentino: film come “Otto e mezzo” di Fellini; libri come “Ferito a morte” di La Capria.
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