recensioni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Hamnet_-_Nel_nome_del_figlio
Il film “Hamnet”, diretto da Chloé Zhao (premio Oscar per Nomadland) e basato sul pluripremiato romanzo di Maggie O’Farrell, è uno dei titoli più attesi della stagione cinematografica.
Trattandosi di un’opera che tocca corde molto profonde — la perdita di un figlio, la creazione artistica e la vita privata di William Shakespeare — le prime reazioni e recensioni evidenziano una combinazione di rigore storico e intensità emotiva.
Hamnet – Nel nome del figlio è un film drammatico del 2025 diretto da Chloé Zhao, ispirato al romanzo di Maggie O’Farrell. Ambientato nell’Inghilterra elisabettiana, esplora il dolore per la morte del figlio di William Shakespeare, collegandolo poeticamente alla nascita di Amleto.tg24.sky+1
William Shakespeare, giovane insegnante di latino, incontra Agnes, una falconiera e guaritrice misteriosa e legata alla natura. Il loro legame è passionale: si sposano nonostante le resistenze familiari, e nascono Susanna, poi i gemelli Hamnet e Judith (nata apparentemente morta ma salvata dall’abbraccio della madre).wikipedia+1
William si trasferisce a Londra per perseguire la carriera teatrale, lasciando Agnes a Stratford con i figli. I gemelli crescono uniti; Agnes insegna loro a connettersi con la natura, come con il falco di famiglia. William diventa celebre ma torna di rado.isoliticinefili+1
Durante un’epidemia di peste bubbonica, Judith si ammala gravemente. Hamnet, 11 anni, la conforta con storie e leggende, poi si ammala al suo posto per “prenderlo”. Muore tra le braccia di Agnes, immaginando un palcoscenico con il falco materno.deejay+1
Agnes si ritira nella natura per elaborare il trauma; William sublima il dolore nella scrittura. Agnes e il fratello vanno a Londra: al Globe Theatre, assiste alla prima di Amleto, dove realtà, finzione e ricordi si fondono in un rito catartico di rinascita.tg24.sky+1
Il cuore del film risiede nel rapporto tra Paul Mescal (William Shakespeare) e Jessie Buckley (Agnes/Anne Hathaway).
- Paul Mescal: Viene lodato per la sua capacità di mostrare la vulnerabilità di un uomo diviso tra il dovere familiare e l’ambizione artistica.
- Jessie Buckley: Molti critici la considerano la vera anima della pellicola. La sua Agnes è descritta come una figura quasi eterea, legata alla terra e alla natura, il cui dolore diventa il motore dell’intera narrazione.
La Zhao porta il suo stile distintivo — fatto di luce naturale, ampi paesaggi e un ritmo contemplativo — nella cittadina di Stratford-upon-Avon del XVI secolo.
- Estetica: Il film evita i cliché del “period drama” polveroso, optando per un realismo viscerale che rende il fango, le erbe medicinali e il legno vecchio quasi tangibili.
- Sensibilità: La sua capacità di narrare l’intimità domestica è stata definita “commovente” e “rispettosa”.
Per chi ha amato il libro di Maggie O’Farrell, il film sembra rispettare la struttura non lineare e l’attenzione meticolosa ai dettagli quotidiani che portano poi alla nascita del capolavoro Amleto.
- Il Ritmo: Come spesso accade con i film della Zhao, alcuni spettatori potrebbero trovare il ritmo troppo lento o eccessivamente focalizzato sull’atmosfera piuttosto che sulla trama incalzante.
- L’Approccio Metafisico: Alcune recensioni suggeriscono che il film indugi molto sugli aspetti quasi “magici” e spirituali di Agnes, il che potrebbe non convincere chi preferisce una narrazione storica più lineare.
- Rotten Tomatoes (87-89%) – Consenso critico: “Spezza i cuori e li ripara con forza emotiva”.
- Metacritic: User reviews – Miste ma apprezzano la sensibilità di Zhao.
- IMDb: User reviews – Elogia regia, fotografia e temi di amore e perdita.
- Indiependent: “Emotionally Triumphant” – Descrive come un sogno febbrile su dolore e arte.
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