
Wim Wenders | Una volta
Con una intervista di Leonetta Bentivoglio
Prefazione di Daniele Del Giudice
Edizioni Socrates, Roma, 1993
Prima edizione italiana
Cartonato con sovraccoperta, cm. 16 x 24, pagine 446
366 fotografie in bianco e nero e a colori
Filmografia, bibliografia essenziale, indice dei nomi, luoghi e cose
Traduzione di Ornella Zaggia
Oltre 60 “storie” raccontate attraverso l’alternarsi dinamico di parola e immagine. Una lettura avvincente e un’avventura visuale esaltante che non escludono un successivo desiderio di tornare a rileggere la prosa singolare di questo “regista intellettuale” e di godere di ciascuna fotografia (il Beaubourg di Parigi, la Biennale di Venezia, il Guggenheim di New York hanno già ampiamente celebrato l’”occhio fotografico” di Wenders).
Le 60 “storie”, introdotte dalla formula conciliatrice della memoria “Una volta”, che è anche titolo del libro, sono un viaggio straordinario attraverso i paesi più distanti e un incontro vivo con personaggi del calibro di Godard, Kurosawa, Handke, Scorsese, Coppola.
«L’idea iniziale venne dal mio editore italiano, Fabrizio Pozzilli. Sfortunatamente non è più tra noi. Era un grande uomo, e io devo a lui e alla sua perseveranza questo libro. Fin dal momento in cui diede un’occhiata alle centinaia di foto ammassate alla rinfusa nel mio archivio, tentò instancabilmente di convincermi che se ne poteva fare un libro, non solo fotografico, ma di foto e delle loro storie. Insistette così tanto che alla fine mi sedetti e passai in rassegna tutte le foto e scelsi quelle collegate in qualche modo a una storia. Lentamente si formò l’idea che queste storie avevano qualcosa in comune e che tutte cominciavano con la formula “una volta”. Questa espressione aveva una doppia interpretazione: “c’era una volta” e “solo una volta”. Entrambe sono componenti essenziali del mio concetto di fotografia» (Da un’intervista a Wim Wenders sulla rivista “CITY Magazine”, New York, gennaio 2002).
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