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TRENTO FILM FESTIVAL, 28 aprile-8 maggio 2016

TEMI conduttori delle serate evento

Davvero ricco il programma di quest’anno del Trento Film Festival che, oltre alla programmazione cinematografica proporrà incontri alpinistici, mostre, spettacoli, la rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri”, il “Parco dei mestieri” per le famiglie e i ragazzi. Un calendario fitto e variegato di iniziative che avrà come filo conduttore la grande avventura e il rapporto uomo-ambiente.


Quest’ultimo tema sarà al centro della serata del 30 aprile, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, con Luca Mercalli e don Luigi Ciotti dal titolo “Crisi ambientale e crisi etica, due facce dello stesso problema”.

«La salvaguardia dell’ambiente – ha spiegato Luca Mercalli – è un tema che coinvolge fortemente l’etica individuale, il rispetto degli altri e delle generazioni future, l’utilizzo non predatorio dei beni comuni e la comprensione di valori estetici e contemplativi della natura che stanno scomparendo dalla nostra cultura sempre più artificializzata. Ma, come ha anche ricordato Papa Francesco nella sua enciclica ambientale, l’uomo è parte integrante dell’ambiente e non se ne può chiamare fuori senza che vi siano danni irreversibili. La scienza ha identificato i problemi che l’uomo sta procurando al pianeta e a se stesso, al punto da battezzare l’attuale momento storico “Antropocene”, ora sta ai singoli cittadini e alla società intera farsene carico».


A introdurre il tema della grande avventura e delle esplorazioni sarà l’evento di giovedì 28 aprile, alle 21, nella prestigiosa Sala della Filarmonica, dove nell’ambito delle iniziative previste per il Cile, sarà proiettato il film muto Terre Magellaniche (del 1933) di padre Alberto Maria De Agostini, salesiano, scrittore, geografo, fotografo, esploratore e alpinista, figura di assoluto rilievo nella storia delle esplorazioni d’intere aree sconosciute all’estremo confine meridionale delle Americhe, agli inizi del XX secolo. Il film sarà proiettato con l’affascinante accompagnamento musicale dal vivo di Francesco Pennarola, al pianoforte, e Francesca Villa, al violoncello. All’evento, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Italia, il Museo nazionale della montagna Cai-Torino e la Camera di commercio di Trento, assisteranno, tra gli altri, l’ambasciatore del Cile in Italia, Fernando Ayala e il Console onorario del Cile in Trentino, Aldo Albasini.


Il 29 aprile, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, si entrerà nel vivo della grande avventura con Reinhold Messner, con la serata evento dal titolo “South! The last trip”, per la regia di Sandro Filippini, durante la quale si ripercorrerà una delle avventure più incredibili e straordinarie di tutti i tempi: la spedizione dell’Endurance di Ernest Shackleton in Antartide, di cui quest’anno ricorre il centenario.

«Quello dell’Endurance di Ernest Shackleton – hanno spiegato gli autori – doveva essere l’ultimo viaggio nel senso della conclusiva e più difficile esplorazione del luogo più inesplorato e irraggiungibile della Terra, l’Antartide. Si trasformò nella più grande avventura di ogni tempo, a parte l’Odissea. Una prova di perseveranza, come dal profetico nome della nave che portò la spedizione verso la meta, e poi di resistenza, di ingegno e di competenza. Ma soprattutto un’incredibile dimostrazione della forza che può avere un’incrollabile fiducia e della capacità di tenerla viva, questa fiducia nell’impossibile salvezza, anche contro ogni evidenza logica».


Il 3 maggio, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, l’avventura e l’esplorazione saranno ancora protagoniste con lo spettacolo dal titolo “Ai confini del mondo”, con Neri Marcorè. Organizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Italia e il Museo nazionale della montagna Cai-Torino, scritto da Alessandro Rossi, in collaborazione con Rosario Fichera, lo spettacolo condurrà il pubblico alla scoperta degli affascinanti territori della Patagonia e della Terra de Fuoco, con le interviste impossibili a due ospiti d’eccezione: Charles Darwin e Padre De Agostini, interpretati da Neri Marcorè. Accanto al celebre attore saranno sul palco Ferdinando Boero, zoologo, biologo marino ed evoluzionista; Cristian Casarotto, glaciologo e alpinista; Michele Lanzinger, direttore del Muse, che condurrà la serata; il Gruppo folcloristico cileno Associazione culturale Hueñihüen; la coreografa e ballerina Seydi Rodriguez Gutierrez con il corpo di ballo della Scuola di danza “Ritmomisto di Lavis”. Durante la serata si ricorderà anche la storica spedizione alpinistica del 1956 organizzata e diretta dallo stesso Padre De Agostini per la “conquista” del Monte Sarmiento, realizzata dagli alpinisti Carlo Mauri e Clemente Maffei, scalata di cui quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario».


Con lo spettacolo di e con Marco Albino Ferrari“Le lunghe notti. 1944: in fuga con Bill Tilman sulle Dolomiti” (4 maggio, alle 21 Sala della Filarmonica), si rivivrà, con le musiche dal vivo di Denis Biason, un’altra straordinaria avventura, quella di Bill Tilman, iniziata la notte del 31 agosto del 1944, quando il celebre l’esploratore e alpinista britannico, all’epoca ufficiale, si lanciò nel buio dall’aereo con tre compagni, con la pesante radio trasmittente e le tasche gonfie di lire utili a finanziare la Resistenza. Si trattò di un lancio alla cieca, con alte probabilità di rimanere feriti nell’impatto al suolo. E infatti qualcuno di loro non ce la fece a proseguire nella lunga marcia attraverso le Dolomiti, tra imboscate, fughe e bufere che sembravano non avere fine. Si rivelerà una delle più drammatiche odissee vissute in alta montagna nel corso del Novecento, paragonabile alle più celebri vicende dell’epica dell’alpinismo, come quelle di Bonatti, di Joe Simpson sul Siula Grande, o di Andreas Heckmair sull’Eiger.


L’avventura sulle grandi vette del mondo sarà il tema delle due attesissime serate alpinistiche del festival: il 5 maggio, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, Simone Moro e Tamara Lunger racconteranno il loro “Nanga Parbat 2016”: un’impresa che passerà alla storia, per il quarto ottomila di Simone nella stagione fredda, per la “forza” di Tamara di rinunciare alla vetta a pochi metri sotto la cresta sommitale per consentire ai compagni di portare a termine la scalata; mentre il 6 maggio, alle 21, al Teatro Sociale, saranno protagonisti i Ragni di Lecco. «Lo storico gruppo dei Ragni della Grignetta – ha spiegato il curatore della serata Alessandro Filippini – festeggia quest’anno i 70 anni e il Trento Film Festival celebrerà questa ricorrenza in un’eccezionale serata dal titolo “Ieri, oggi e… Ragni. Legati soltanto al filo della storia” che vedrà come protagonisti tre “maglioni rossi” che sono tra più forti esponenti delle nuove generazioni di alpinisti italiani: Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo, i quali, affiancati dal presidente Fabio Palma, uniranno passato e presente portandoci, con documenti storici, su tre grandi montagne la cui storia alpinistica è segnata da imprese dei Ragni più famosi: il McKinley di Riccardo Cassin, il Gasherbrum IV di Carlo Mauri e il Fitz Roy di Casimiro Ferrari. Un giro nella storia delle grandi spedizioni italiane che va dal Nord America al Karakorum e al Sud America e che continuerà nel presente con le immagini delle recenti, grandi scalate dei tre giovani Ragni sulle Alpi, in Patagonia e in Groenlandia».

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Sorgente: Trento Film Festival



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