GREEN BOOK – di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen; Lip Mahershala Ali; Shirley Linda Cardellini, 2018

Tony Vallelonga, detto Tony Lip per la sua capacità oratoria, deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley e decide di seguirlo in tour nel sud degli Stati Uniti dove il pianista, nonostante sia accolto trionfalmente durante i suoi concerti, subisce vessazioni e violenze a causa dei forti pregiudizi contro i neri ancora vigenti nella zona, tanto che si deve affidare a una sorta di manuale, il green book che dà il titolo al film, dove sono indicati alberghi e ristoranti dove si accettano i neri.

Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra Don Shirley e Tony Lip si instaurerà una forte amicizia.

da

Green Book (film) – Wikipedia

la recensione in: http://www.laprovinciadicomo.it/cinema/film/55909/

Green Book può essere definito un simbolico, divertente e acuto viaggio tra i pregiudizi razziali, il tentativo di emancipazione e un’amicizia solida e sincera. Basato e costruito sulla storia di Don Shirley, noto pianista degli Anni ’60, morto nel 2013, raffinatissima e istruitissima figura, e del suo tour del 1962: un tratto di una vita interessante e ricca di fascino, di musica e di sentimenti che il musicista condivide con Tony Lip, un uomo rozzo e grossolano. Lip lavora come buttafuori in un locale che deve chiudere. Rischia, così, di rimanere senza lavoro. L’occasione di un nuovo lavoro come autista privato gli viene offerta dal Dottor Donald Shirley, un musicista che si accinge a partire per il suo tour. Peccato, agli occhi di Tony -italoamericano cresciuto con l’idea che i neri siano esseri inferiori-, che Shirley abbia la pelle nera. La necessità di guadagnare prevale su tutti i pregiudizi e porterà a una profonda e duratura amicizia. Si tratta di un film divertente, a tratti amaro e in grado di far riflettere sui sentimenti umani e sull’ignoranza dei pregiudizi. Non mancano momenti esilaranti, imbarazzanti, al limite dell’incredibile. Pilastro del film è sicuramente la capacità dimostrata da Peter Farrelly e dei due sceneggiatori, Brian Hayes Currie e Nick Vallelonga (figlio nella vita di Tony Lin), nel costruire, in un crescendo di comprensione reciproca e di scambio di umanità, l’amicizia tra il colto Shirley e il più inelegante Tony. Da evidenziare il titolo Green Book, una guida specifica per automobilisti afroamericani che indica le strade in cui possono guidare e i locali in cui possono soggiornare!


America 1962, come nasce l’amicizia tra un jazzista nero e un italo americano tipo Soprano’s: le vie dell’umanità sono infinite. In epoca di urla, sopraffazione, razzismo, un film che fa bene, in equilibrio perfetto tra commedia e dramma, un tour nel Sud degli States con il Green book, manuale dei luoghi aperti ai neri. E Mortersen da Oscar. (da https://cinema-tv.corriere.it/cinema/porro/19_febbraio_05/green-book-de669672-28d0-11e9-a9a8-f8d43e37edc8.shtml)


la recensione di stanze di cinema

Green Book. Recensione in anteprima!


“Green Book” vince l’Oscar come miglior film
Green Book, storia dell’amicizia tra un virtuoso del piano afroamericano e un italoamericano che supera i suoi pregiudizi, ha vinto l’Oscar come miglior film.

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