Funny Games di Michael Haneke, 1997

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

In tema di Polis e Destino.

Nei film americani c’è, inscritta nella loro cultura cinematografica, la possibilità della difesa e della riscossa. Perlomeno lì, talvolta, ce la si fa a sopravvivere e il Male può essere sconfitto.

In Funny Games di Michael Haneke non c’è via d’uscita. Qui vince chi produce il male e infierisce sulle vittime.

Due estranei irrompono nella vita privata di una tipica famiglia  nucleare. Spaccano le ossa al padre, torturano la madre, uccidono il cane (l’unico che aveva capito la loro essenza aliena), e – in un crescendo di tormentante violenza psicologica e fisica – ammazzano tutti uno dietro l’altro. Di più: li costringono a diventare nemici fra loro.

E’ impossibile difendersi quando l’irriducibile Altro e lo Straniero incompatibile  violano lo spazio privato. L’avvertimento di tanti racconti di Stephen King (“Non aprire quella porta”) è disatteso. E se ne pagano duramente le conseguenze.

Ricordo dai miei…

View original post 235 altre parole


Scopri di più da Il Cinema Racconta ...

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.