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CINEMA ASTRA DI COMO: raccolta firme per salvare la sala cinematografica promossa dal Festival del cinema italiano, Como, 2017

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COATESA SUL LARIO ... e dintorni

Le chiediamo che sia preservata la destinazione d’uso del Cinema Astra di Como come cinema sala della comunità. Essendo una sala storica, ospitante iniziative socio‐culturali frequentate dai comaschi con entusiasmo e passione crescenti, nonché l’unica rimasta in città, il Cinema Astra merita di essere tutelato come bene per la crescita e la stessa sopravvivenza della nostra comunità

per firmare:

Vai  a questo link: Sindaco di Como: Ci rivolgiamo a Lei per la salvaguardia del Cinema Astra di Como

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I 40 Migliori Film degli Anni ’40 (Prima Parte) « Aithne

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L’ANZIANO E IL CINEMA DI FINE MILLENNIO, di L.P.P. Pallanch, in Anziani Oggi n. 2/3, 2001

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I dieci film esteticamente più belli della storia del cinema – Il Post

CineFix è un gruppo di filmmaker, sceneggiatori, registi e animatori. Nel loro ultimo video spiegano quali sono, secondo loro, i dieci film esteticamente più belli della storia del cinema, dall’unico lunghissimo piano sequenza di Arca Russa al bianco e nero di Manhattan, analizzando qualche dettaglio della regia e della cura fotografica, e citando gli altri film degni di nota dal punto di vista della bellezza, che però non sono riusciti a entrare in classifica. Le motivazioni delle scelte sono spiegate all’interno del video. Una versione in breve si trova nelle informazioni che accompagnano il video nella sua pagina YouTube.

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Hitchcock / Truffaut (Usa, 2015, 79 minuti) di Kent Jones con Alfred Hitchcock, François Truffaut, Martin Scorsese, Wes Anderson, David Fincher e Richard Linklater

Hitchcock / Truffaut (Usa, 2015, 79 minuti) di Kent Jones con Alfred Hitchcock, François Truffaut, Martin Scorsese, Wes Anderson, David Fincher e Richard Linklaterhttps://cinrac.files.wordpress.com/2016/04/hitchcock-and-truffaut-e1449437450935.jpg?w=444&h=292

1962: mentre la Nouvelle Vague si afferma nel mondo, François Truffaut, giovane critico dei Cahiers du cinéma (e allora già autore de I 400 colpi, Jules e Jim e La calda amante) chiede un’intervista “in profondità” al celebre regista Alfred Hitchcock, inglese di stanza a Hollywood, dove sta ultimando il suo quarantottesimo film (Gli uccelli). In linea con i colleghi della prestigiosa rivista francese, l’obiettivo è ribadire la statura di “autore” di Hitchcock, che negli Stati Uniti era considerato piuttosto un “intrattenitore”, con pregiudizio rispetto al successo tv di Alfred Hitchcock Presents. Dalle fitte conversazioni tra i due scaturisce un volume, anche fotografico, fondante e accessibile: François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock (da noi pubblicato da Pratiche nel 1977, poi rieditato da Saggiatore).
NdA: per quanto mi riguarda questo film è un sogno che diviene realtà… Lo guarderò come fosse la trasposizione cinematografica di un classico della letteratura…
http://www.ucicinemas.it

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Il labirinto del silenzio (Germania, 2014, 124 minuti) di Giulio Ricciarelli con Alexander Fehling, André Szymanski, Friederike Becht, Johannes Krisch e Hansi Jochmann

Il labirinto del silenzio (Germania, 2014, 124 minuti) di Giulio Ricciarelli con Alexander Fehling, André Szymanski, Friederike Becht, Johannes KrischHansi Jochmann
Francoforte, 1958. Johann Radmann è un giovane procuratore deciso a fare sempre ‘quello che è giusto’. Un principio, il suo, autografato sulla foto del genitore, scomparso alla fine della Seconda Guerra Mondiale e di cui conserva un ricordo eroico. Ma i padri della nazione, quella precipitata all’inferno da Hitler, a guardarli bene sono più mostri che eroi e Johann dovrà presto affrontarli. Avvicinato da Thomas Gnielka, giornalista anarchico e combattivo, conosce Simon, artista ebreo sopravvissuto ad Auschwitz e a due figlie gemelle, sottoposte a test crudeli dal dottor Josef Mengele. Simon ha riconosciuto in un insegnante di una scuola elementare uno degli aguzzini del campo di concentramento. Come lui, molti altri ‘carcerieri’ e ufficiali sono tornati alle loro vite rimuovendo colpe orribili. Colpito dal dolore di Simon e dall’ostinazione di Thomas, Johann decide di occuparsi del caso. Schiacciato tra il silenzio di chi vorrebbe dimenticare e di chi non potrà mai dimenticare, il procuratore chiede consiglio e aiuto a Fritz Bauer, procuratore generale, che gli darà carta bianca e il coraggio di perseverare. Testimonianza dopo testimonianza, Johann Radmann prende coscienza dell’orrore, ricostruisce il passato prossimo della Germania e avvia il ‘secondo processo di Auschwitz’.
http://www.cinecircolo.it
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