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MICHOU D’AUBER, di Thomas Gilou, con Gérard Depardieu, Nathalie Baye, Mathieu Amalric | scheda da Nuovo Cinema Locatelli

il tema ultrasensibile dell’incontro.scontro tra culture – in questo caso, come in molti altri casi, Europa e Islam -, dell’integrazione possibile o impossibile o difficile. Tutto raccontato attraverso la storia di un bambino. Siamo nella Francia profondissima del Berry, regione di campagna al centro dell’Exagone, e siamo nel 1960, con la lacerante gurra d’Algeria in corso. Succede che un bambino algerino di nome Messaoud dopo essere rimasto orfano venga affidato a una famiglia locale. Gisèle, la madre sotitutiva, la madre affidataria, la made non biologica, se lo porta amorevolmente nella sua casa, nella sua vita. Ma deve fare i conti con il marito Georges, orco burbero anche se di buon cuore, nazionalista spinto, reduce della guerra d’Indocina, non certo ben disposto verso algerini, bambini o adulti che siano. E allorea Gisèle camuffa Messaoud – che ha nove anni – lo ribattezza Michel poi detto Michou, gli ossigena i capelli e lo fa biondissimo per depistare consorte e il paese tutto sulle sue origini. Insomma, gli ricostruisce un’identità e un’apparenza francesi. Ma per Messaoud/Michou non sarà facilevivere quel suo Io diviso, e nascondere chi è veramente.

Sorgente: Un film da vedere stasera in tv: MICHOU D’AUBER (dom. 26 marzo 2017, tv in chiaro) | Nuovo Cinema Locatelli



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