
Il film “Vermiglio” è un lungometraggio del 2024 scritto e diretto da Maura Delpero. La pellicola è ambientata nel piccolo paese di Vermiglio, in Val di Sole, Trentino, durante l’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale (1944-1945) e racconta la vita di una numerosa famiglia di montagna, i Graziadei1278.
Vermiglio, film del 2024 diretto da Maura Delpero, è ambientato nel paese trentino omonimo, in Val di Sole, tra il 1944 e il 1945, durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. La vicenda segue soprattutto la famiglia Graziadei, numerosa e povera, dominata dalla figura del padre Cesare, maestro elementare del paese. Il film racconta la vita quotidiana della comunità montana, segnata dalla guerra, dalla religione, dal lavoro agricolo, dalla scarsità e da rigide convenzioni sociali.[it.wikipedia][corriere]
Nella casa dei Graziadei vivono il padre, la madre Adele e i loro numerosi figli. Le tre figlie maggiori sono Lucia, Ada e Flavia, molto unite tra loro, mentre il figlio Dino soffre il rapporto conflittuale con il padre. Cesare è severo e autoritario: pretende disciplina dai figli e dagli alunni, ma appare spesso distante dai bisogni affettivi della famiglia. Adele, continuamente incinta, sostiene il peso domestico e della maternità in una società in cui le donne hanno pochissima possibilità di scegliere il proprio destino.
L’arrivo di Pietro
La vita del paese cambia con l’arrivo di Pietro, un soldato siciliano che ha abbandonato il fronte e che viene accolto dalla famiglia Graziadei. L’uomo è giunto in montagna dopo aver aiutato il commilitone Attilio a rientrare al proprio paese; per questo viene visto dagli abitanti come una figura quasi eroica. La sua origine siciliana, il modo di parlare e la sua esperienza della guerra lo rendono però anche un estraneo, una presenza insolita in quella comunità chiusa.[mymovies][movieplayer]
Pietro si avvicina gradualmente a Lucia, la figlia maggiore. Tra i due nasce un sentimento intenso, ma raccontato dal film senza enfasi romantica: il loro rapporto si sviluppa attraverso sguardi, silenzi e gesti quotidiani. Lucia vede in Pietro la possibilità di uscire dall’orizzonte ristretto del paese e di costruire una vita diversa; Pietro, a sua volta, sembra trovare nella giovane donna un rifugio dopo l’esperienza della guerra.
Lucia rimane incinta. Per evitare lo scandalo e dare una forma socialmente accettabile alla relazione, i due si sposano. Il matrimonio, tuttavia, non rappresenta l’inizio di una vita stabile. Appena terminata la guerra, Pietro decide di tornare in Sicilia per comunicare alla propria famiglia di essere sopravvissuto. Promette a Lucia che tornerà presto, ma la sua partenza introduce una frattura destinata a diventare irreparabile.
La tragedia di Lucia
Pietro non torna. Dopo un periodo di attesa e di crescente angoscia, la famiglia apprende dai giornali che l’uomo era già sposato in Sicilia. La sua prima moglie, venuta a sapere della relazione e del matrimonio con Lucia, lo ha ucciso.
La notizia sconvolge Lucia. La giovane si trova sola, incinta e ormai priva della protezione del marito. Il paese e la famiglia non riescono davvero a comprenderne la sofferenza: la sua condizione viene soprattutto valutata in termini di colpa, vergogna e disonore. La figlia che nasce, Antonia, diventa per Lucia il segno concreto del tradimento e della tragedia, invece di costituire un motivo di consolazione.
Dopo il parto, Lucia cade in una profonda disperazione. Non riesce ad accettare la bambina e arriva a rifiutarla emotivamente. In un momento di crisi medita il suicidio, ma viene salvata dal fratello Dino. L’intervento del fratello non cancella il dolore, ma apre la possibilità di una lenta ripresa. La vicenda mostra così la condizione di una donna priva di autonomia economica e psicologica, costretta a pagare conseguenze enormi per le decisioni e le menzogne di un uomo.
Il viaggio in Sicilia
Nel tentativo di affrontare il passato, Lucia intraprende un viaggio in Sicilia. È un passaggio decisivo: dalla montagna trentina, luogo della sua infanzia e del suo isolamento, si sposta nel paese d’origine di Pietro, dove può finalmente confrontarsi con la verità sulla sua vita.
Lucia incontra la prima moglie di Pietro e visita la tomba dell’uomo. L’incontro non è costruito come una semplice contrapposizione tra due donne rivali. Entrambe sono state travolte dalle scelte di Pietro e dalle regole di una società patriarcale che le ha lasciate sole a gestire il dolore, la vergogna e le conseguenze della violenza. Il viaggio permette a Lucia di comprendere meglio la storia del marito, ma non le restituisce ciò che ha perduto.
Il destino di Antonia
Dopo la morte di Pietro e la propria crisi, Lucia affida la piccola Antonia a un orfanotrofio. La bambina viene accolta nell’istituto dove lavora Ada, la sorella minore di Lucia, che nel frattempo è diventata suora.
Questa scelta non equivale necessariamente a un abbandono definitivo: Lucia non è in grado, in quel momento, di occuparsi della figlia, ma non smette completamente di pensare a lei. L’orfanotrofio diventa il luogo in cui la bambina può essere accudita, mentre la madre cerca di ricostruire la propria vita.
Alla fine Lucia decide di lasciare Vermiglio e di andare in città a servizio presso una famiglia benestante. È una scelta dolorosa ma anche una forma di autonomia: lavorando, potrà provare a mantenersi e, in prospettiva, tornare a riprendere Antonia. Il film si conclude dunque senza una vera soluzione rassicurante, ma con l’apertura di una possibilità: Lucia non torna alla vita di prima e comincia, faticosamente, a immaginare un futuro scelto da lei.
Significato della vicenda
La trama individuale di Lucia si intreccia con il passaggio storico dalla guerra alla pace. Mentre il conflitto sta per terminare e il mondo esterno ritrova lentamente un nuovo ordine, la famiglia Graziadei perde il proprio precario equilibrio. Per questo la guerra non è rappresentata soltanto attraverso battaglie e combattimenti, ma attraverso le sue conseguenze sulle persone comuni: assenze, povertà, traumi, disuguaglianze e sradicamenti.
Il film racconta inoltre il contrasto tra libertà e controllo sociale. Pietro può partire, mentire e cambiare vita; Lucia, invece, resta esposta al giudizio della comunità e deve affrontare da sola gravidanza, lutto e maternità. La sua decisione finale di andare a lavorare in città suggerisce un lento processo di emancipazione: non una liberazione completa, ma il primo passo verso la possibilità di decidere per sé e per la propria bambina.
Cast principale
- Tommaso Ragno nel ruolo del maestro Graziadei
- Giuseppe De Domenico come Pietro
- Martina Scrinzi come Lucia
- Roberta Rovelli come Ada
- Orietta Notari come zia Cesira
- Carlotta Gamba come Virginia
Altri interpreti includono Patrick Gardener, Sara Serraiocco (moglie di Pietro), e Santiago Fondevila68.
Stile e riconoscimenti
Il film è caratterizzato da una regia attenta e delicata, con una narrazione che ricorda il cinema di Ermanno Olmi per la sua sensibilità verso la vita rurale e i rapporti familiari.
La recitazione è molto naturale, con un cast che include anche bambini, ottenendo un risultato di grande autenticità26.
“Vermiglio” ha vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2024) ed è stato scelto come candidato italiano per la selezione all’Oscar come miglior film internazionale per l’edizione 2025147.
Durata e genere
Il film ha una durata di 119 minuti ed è un dramma storico che esplora temi di famiglia, tradizione, cambiamento e memoria6.
In sintesi, “Vermiglio” di Maura Delpero è un’intensa rappresentazione di una famiglia montanara italiana durante la fine della Seconda Guerra Mondiale, con un cast guidato da Tommaso Ragno, che ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali e l’attenzione per la sua qualità artistica e narrativa1267.
Citations:
- https://it.wikipedia.org/wiki/Vermiglio_(film)
- https://www.mymovies.it/film/2024/vermiglio/
- https://www.luckyred.it/movie/vermiglio/
- https://turismo.provincia.bz.it/it/news/vermiglio-sogna-l-oscar-i-complimenti-della-provincia
- https://www.youtube.com/watch?v=veSSKsfx-N4
- https://www.sipario.it/recensioni/rec-cinema/item/16265-cinema-vermiglio-di-maura-delpero.html
- https://www.corriere.it/spettacoli/24_settembre_24/vermiglio-trama-recensione-9c76bd21-4bcd-4c0c-8cdb-298b3e189xlk.shtml
- https://www.commissionefilmcei.it/film/vermiglio/
- https://www.ondacinema.it/film/recensione/vermiglio-delpero.html
Le tematiche principali trattate nel film “Vermiglio” di Maura Delpero sono:
- La maternità: è il tema centrale e viene esplorata in modo profondo e complesso, non solo come ruolo biologico ma come funzione sociale e di autorità all’interno della famiglia e della comunità. La figura di Adele, madre di dieci figli, incarna una maternità forte, protettrice e resiliente, che sostiene la famiglia nei momenti di crisi e si sostituisce al marito nella guida del nucleo familiare17.
- La famiglia e i legami intergenerazionali: il film racconta la quotidianità e le dinamiche di una grande famiglia di montagna, mostrando come eventi esterni, come l’arrivo di un soldato disertore, sconvolgano gli equilibri interni e mettano alla prova i legami affettivi16.
- La guerra e il suo impatto sulla vita rurale: ambientato nell’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, il film mostra come la guerra influenzi indirettamente la vita della comunità montana, con la presenza di soldati disertori e la notizia della fine del conflitto che arriva lentamente14.
- La condizione femminile e l’identità delle donne: attraverso i personaggi femminili, in particolare le figlie del maestro e la madre, il film esplora la repressione emotiva, la scoperta della sessualità, la responsabilità e la forza delle donne che devono mantenere l’equilibrio familiare e sociale, a volte assumendo ruoli tradizionalmente maschili57.
- La questione linguistica e culturale: il film affronta il rapporto tra dialetto locale e lingua italiana, con il padre maestro che funge da mediatore culturale e linguistico, evidenziando la realtà isolata e tradizionale della comunità montana4.
- Il cambiamento e il confronto con l’estraneo: l’arrivo di Pietro, il soldato siciliano disertore, rappresenta uno scompiglio necessario che porta a una riscoperta di sé e alla rottura di vecchi schemi, introducendo elementi di novità e di crisi6.
In sintesi, “Vermiglio” intreccia tematiche di maternità, famiglia, guerra, identità femminile, tradizione culturale e cambiamento sociale in un ritratto intimo e poetico di una comunità montana durante un periodo storico cruciale137.
Citations:
- https://www.tokofilmfestival.it/vermiglio-il-mistico-ritratto-familiare-di-maura-delpero/
- https://lucysullacultura.com/vermiglio-e-il-film-di-una-regista-di-cui-sentiremo-parlare/
- https://www.doppiozero.com/vermiglio-il-passato-come
- https://www.npcmagazine.it/vermiglio-recensione-film-maura-delpero/
- https://www.ondacinema.it/film/recensione/vermiglio-delpero.html
- https://www.cineavatar.it/recensioni/vermiglio-la-recensione-del-film-di-maura-delpero/
- https://www.vocedellasera.com/arti/film/vermiglio-dramma-intenso-tra-guerra-maternita-e-identita-femminile/
- https://labarcaeilmare.it/opere-e-linguaggi/poetico-e-realistico-vermiglio-un-film-bellissimo/
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